In occasione del concorso di design Welcome to Napoli, Lamberti Design ha partecipato come sponsor tecnico alla realizzazione della seduta Napoli Velata, progetto firmato dal designer Diego Benito De Filippis e premiato nell’ambito del concorso. Un intervento che si colloca in un territorio ibrido, a metà tra arredo urbano e installazione artistica, capace di dialogare in modo critico e poetico con lo spazio pubblico.
Napoli Velata nasce come oggetto di critical design, dove la funzione si intreccia al significato. Non è una semplice panchina, ma un dispositivo narrativo che invita alla riflessione, stimolando una lettura più profonda della città e delle sue contraddizioni. Il progetto utilizza il cemento come linguaggio espressivo e culturale, trasformandolo da materiale costruttivo a materia simbolica, densa di riferimenti e stratificazioni.
Dal punto di vista produttivo, Lamberti Design ha contribuito alla realizzazione della seduta occupandosi delle strutture laterali in metallo e degli elementi in plexiglass pressopiegato trasparente. I fianchi della panchina, rigorosi e minimali, racchiudono e lasciano intravedere al loro interno sedie storiche, evocazione silenziosa della memoria collettiva e della tradizione domestica napoletana.
Il risultato è un oggetto scultoreo e provocatorio, in cui trasparenze, pieni e vuoti costruiscono un dialogo visivo e concettuale con chi lo osserva e lo utilizza.
Design competition: il concorso “Welcome to Napoli”
Il concorso delle idee “Welcome to Napoli – Design per la città accogliente”, promosso al’interno della Napoli Design week, ricerca soluzioni innovative e “puntuali” capaci di distinguersi per caratteri di adattabilità, producibilità, inclusività, efficacia ed efficienza.
Per l’anno 2025 era richiesta la progettazione di una seduta urbana collettiva da collocare in spazi pubblici e aperti. In particolare, oltre alla funzione del sedersi, l’arredo dovrà invitare i fruitori ad interagire tra loro, a dialogare. La seduta, inoltre, doveva essere multifunzionale, accogliente, inclusiva; un luogo di sosta temporanea, di socialità, di esperienza e di racconto.
Si richiedevano soluzioni adattabili a diversi contesti (centro storico, piazze, stazioni, lungomare, aree periurbane, parchi, ecc.) e che tenessero in considerazione problemi di realizzabilità, manutenzione, prestazioni e durabilità generale (resistenza a usura, furto, vandalismo, agenti atmosferici).
Il significato dell’opera e la motivazione della premiazione
“La proposta, con evidente forza poetica-comunicativa, reinterpreta il tema della “napoletanità” depurandolo da stereotipi, luoghi comuni, o iconografie scontate. Il progetto risulta, quindi apprezzabile nella sua qualità espressiva generale e nella sua dimensione speculativa tipica del critical design che mira a definire un possibile dialogo semantico tra arredo urbano e installazione di arte urbana”.
Il concept dell’opera mette in relazione le due anime di Napoli – quella popolare e quella borghese – fondendole in un unico gesto progettuale. Un approccio che restituisce un’immagine della città libera da stereotipi e iconografie convenzionali, reinterpretata attraverso una visione contemporanea, consapevole e colta.

